Perché l’acqua del rubinetto è sicura

Quando si parla di acqua da bere, la domanda che ricorre con più frequenza è certamente la seguente: “l’acqua del rubinetto è veramente sicura?”. La confusione di certa informazione e alcuni falsi miti che circolano da decenni hanno portato l’Italia ad essere molto diffidente verso l’acqua del rubinetto. La conseguenza? Il nostro paese è ai vertici mondiali del consumo di acqua in bottiglie di plastica monouso.

L’acqua del rubinetto è sicura

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La realtà, però, è fortunatamente ben diversa da quello che si crede. L’acqua degli acquedotti italiani è in realtà controllata, sicura e di buona qualità. Secondo una ricerca dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, analizzando un campione di acque provenienti da tutti i Paesi dell’Unione Europea, l’acqua “italiana” è tra le migliori. La qualità è complessivamente molto alta e ben al di sopra della media europea.

Questo non vuol dire che non esistano casi di inquinamento delle acque o zone nelle quali per brevi periodi di tempo l’acqua risulti di qualità scarsa, ma vuol dire che gli standard di controllo italiani sono molto alti e più rigidi e garantiscono la sicurezza dell’acqua che esce dal rubinetto.

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Trattamento alla fonte e controlli rigidi

Come abbiamo detto, l’acqua che arriva nelle nostre città è generalmente di alta qualità e, soprattutto, molto sicura. Questo perché già alla fonte, dove viene prelevata, viene sottoposta a numerosi controlli e procedimenti chimici (ma anche fisici e biologici) che la rendono potabile.

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Che sia di falda o di sorgente, l’acqua può essere naturalmente contaminata da sostanze che possono danneggiare o mettere in pericolo il nostro organismo (virus, batteri, metalli pesanti, ecc). Prima di essere inserita nel complesso sistema di tubature che arriva fino alle nostre case, l’acqua prelevata viene trattata e depurata con una serie di passaggi articolati e controlli molto precisi. 
Non solo. Le stringenti norme di controllo dell’acqua dello Stato Italiano (insieme a quelle imposte dall’Unione Europea) e la grande complessità delle ramificazioni degli acquedotti del nostro territorio, portano ulteriori controlli intermedi a campione. Ad ogni nodo di un acquedotto vengono compiute le medesime azioni eseguite alla fonte.

Questo garantisce due importanti risultati: il primo è che sicuramente ciò che arriva ai nostri contatori è acqua controllata più volte secondo standard alti e rigorosi, certamente potabile e di qualità elevata. Il secondo è che, anche laddove ci fosse un problema di inquinamento (sversamento liquidi di vario genere o tubature da sostituire che inficiano il lavoro di controllo e depurazione eseguito alla fonte), il controllo qualità svolto in più punti garantisce di intercettare, limitare e risolvere il problema in poco tempo.

Perché bere acqua del rubinetto: i vantaggi

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Nonostante l’Italia sia ai primi posti nel mondo, insieme a Messico e Thailandia, nel consumo di acqua in bottiglie di plastica monouso, è da evidenziare anche un leggero ma significativo cambio di rotta. Negli ultimi due anni, complice probabilmente anche un periodo complesso come quello che stiamo attraversando, un’indagine di Aqua Italia ha confermato la tendenza che vede la popolazione italiana consumare sempre di più acqua del rubinetto. Questa è un‘ottima abitudine che lascia ben sperare in un futuro più sostenibile.

Bere acqua del rubinetto permette numerosi vantaggi e benefici immediati che sono fondamentali per il nostro benessere e per il benessere del mondo che viviamo.

Bere acqua del rubinetto è pratico, comodo e facile. Se ci si pensa un attimo è sufficiente aprire il rubinetto ed ottenere acqua pulita, fresca e sicura. È un gesto molto semplice che è sicuramente un vantaggio rispetto a dover sempre pensare di fare scorte di acqua in bottiglie di plastica.
Già, le scorte di “casse di acqua”. Dove le mettiamo? Sia che siamo una famiglia numerosa, sia che viviamo da soli, se consumiamo acqua in bottiglie di plastica dovremo dedicare un posto nelle nostre case sia per conservarle che per smaltirle dopo l’uso. Un posto in cucina o in un disimpegno dove accumulare le scorte. Nel caso, invece, non volessimo comprare più casse contemporaneamente, dovremmo rifornirci più spesso con l’eventualità trovarci senza. Ha senso questo impegno? Bere acqua del rubinetto non richiede spazio in casa e non si corre il rischio di rimanere senza, l’acqua del rubinetto è sempre disponibile: un vero “prodotto” a chilometro zero.

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Da non sottovalutare poi lo sforzo fisico e il tempo impiegato per recarsi al supermercato, riempire un carrello con più casse d’acqua, caricarle in auto e, arrivati a casa, trasportarle fino al nostro appartamento. Sforzi che consumano tempo e affaticano il corpo inutilmente. Anche in questo caso, l’alternativa di bere acqua del rubinetto è una pratica comoda che non ci fa fare fatica. L’acqua del rubinetto è economica. Costi medi alla mano, bere acqua del rubinetto pesa meno sul portafoglio di un gruppo famiglia che acquistare la stessa quantità in bottiglia.

Infine, ultimo punto, ma forse il più importante: bere acqua del rubinetto fa bene all’ambiente. Il consumo di acqua di bottiglie di plastica monouso è uno dei fattori più pesanti quando si parla di inquinamento da microplastiche. Un fenomeno drammatico che ci riguarda tutti e che, ad oggi, rappresenta uno dei problemi più gravi della nostra società. Come abbiamo avuto modo di scrivere altre volte, tracce di microplastiche sono state trovate ovunque, anche nei paradisi terrestri più remoti. Urge un cambiamento e un’inversione di rotta. Bere acqua del rubinetto sembra un semplice e piccolo gesto, ma può influire in modo deciso sul nostro futuro.

Bere acqua fa bene: quanto bere ogni giorno

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Circa due litri. Ogni giorno. L’acqua è fondamentale per il nostro organismo, ne regola la temperatura e fornisce i sali minerali utili al corretto funzionamento e mantenimento dell’organismo stesso. Ogni giorno sarebbe opportuno consumare almeno due litri di acqua. Non vuol dire solo acqua da bere, ma consumare anche cibi ricchi di acqua (frutta e verdura su tutti) o accompagnare i momenti di relax con dell’acqua aromatizzata, oppure con un the o una tisana. Molto importante è ricordarsi di bere anche in quelle giornate nelle quali siamo fuori casa o in ufficio.

“L’acqua del mio rubinetto ha un cattivo sapore, che faccio?”

Come abbiamo scritto l’acqua dell’acquedotto è sicura, potabile e garantita fino al contatore. Nei pochi metri che lo separano dalle nostre cucine può capitare di avere vecchie tubature che alterano leggermente il gusto dell’acqua o lo “sporcano” con piccole particelle di sabbia o ruggine. Nessun problema, ecco la soluzione.

Il cloro

Spesso il gusto poco gradevole dell’acqua è riconducibile all’uso del cloro negli acquedotti. Le concentrazioni utilizzate per disinfettare e mantenere pulita l’acqua sono totalmente innocue per l’organismo. Tuttavia, per migliorare il gusto dell’acqua sarà sufficiente dotarsi di un sistema di filtrazione: caraffa filtrante, bottiglia filtrante o filtro rubinetto sono tutte valide soluzioni. Sono soluzioni pratiche, facili da usare e sempre più economiche del consumo di bottiglie di plastica.
Usare acqua priva di cloro è un grande aiuto anche in cucina, lo sapevate?

Se, invece, il problema del sapore dell’acqua del vostro rubinetto è più complesso, forse è più indicato pensare ad un sistema di Ultrafiltrazione che, grazie alla tecnologia a fibre cave e al carbone attivo, è in grado di filtrare, oltre al cloro, sabbia, ruggine, particelle in sospensione, erbicidi e pesticidi clorurati e, in alcuni casi, anche le eventuali microplastiche presenti, pur mantenendo i sali minerali utili all’organismo.

Se siete interessati alla filtrazione domestica dell’acqua abbiamo preparato una guida per voi.

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