Filtrazione acqua: i falsi miti da sfatare

La filtrazione domestica dell’acqua del rubinetto è una soluzione sul mercato da molto tempo, tuttavia non tutti sanno di preciso a cosa serve, come potrebbe aiutarli e come funziona, e così per mancanza di informazione si creano dei falsi miti diffusi che potrebbero facilmente essere risolti con qualche informazione in più.

Questo articolo nasce proprio per sfatare quei miti e offrire uno strumento per acquisire rapidamente consapevolezza riguardo a questa risorsa preziosa, in modo da valutare se può essere di aiuto per l’idratazione personale e della famiglia o meno.

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Per chi già beve acqua del rubinetto con soddisfazione, scegliere acqua filtrata può sembrare un passaggio superfluo e non necessario. In fondo l’acqua “va già bene così”! Per chi invece l’acqua del rubinetto non riesce a berla e opta, per abitudine e tradizione, per l’acqua minerale in bottiglia, la filtrazione può sembrare una soluzione da cui diffidare a causa della poca esperienza o dei dubbi che si nutrono al riguardo.

Ecco quindi di seguito quali sono i falsi miti più diffusi, e perché non dovremmo lasciarci trarre in inganno.

“Non serve a niente, l’acqua del rubinetto è già buona così”

La qualità dell’acqua del rubinetto che esce dai rubinetti del nostro paese è mediamente ottima: i controlli sono molto rigorosi e gli standard imposti dalla rete nazionale fanno sì che l’acqua del rubinetto sia sicura e affidabile.

Nonostante questo, ci sono alcuni aspetti da considerare:

  • In alcune zone d’Italia l’acqua che esce dal rubinetto presenta un sapore sgradevole dovuto a una presenza di cloro riconoscibile al palato che la rende difficile da bere per molti. La filtrazione domestica può ridurre il cloro migliorando così il sapore dell’acqua.
  • In alcune case, la parte finale delle tubature può essere vecchia e non avere ricevuto la manutenzione ottimale, e così l’acqua si può contaminare in questo tratto che è fuori della responsabilità della rete idrica con alcune sostanze, come per esempio la ruggine.
  • Gli standard imposti per legge non liberano del tutto l’acqua da sostanze indesiderate ma consentono una presenza sotto determinate soglie in modo da garantirne la sicurezza per la salute: se si vuole minimizzare ulteriormente l’ingestione di quelle sostanze, occorre ricorrere a un sistema di filtrazione domestico.

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“Non c’è da fidarsi delle sostanze che rilasciano i filtri”

Le aziende che producono sistemi per la filtrazione domestica dell’acqua sono obbligate a compiere determinati requisiti che sono necessari per ottenere le certificazioni che ne attestano la sicurezza. Queste certificazioni servono per incrementare la sicurezza dell’utilizzatore finale, che non ha molti strumenti per difendersi e deve finire per riporre la sua fiducia nel produttore. Le certificazioni, sia quelle obbligatorie che quelle facoltative che il produttore può scegliere di richiedere per aumentare ulteriormente il percepito di sicurezza verso l’esterno, sono uno strumento importante perché terze parti garantiscano la sicurezza di un prodotto agli occhi di chi lo deve usare. Tutte le certificazioni LAICA sono consultabili.

“Filtrano anche i sali minerali buoni e utili presenti nell’acqua”

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Il sistema di filtrazione dipende dalle diverse tecnologie in commercio. Al momento dell’acquisto quindi, è bene leggere attentamente le diciture associate al prodotto. Tutte le tecnologie dei filtri LAICA riportano questa dicitura: “filtra le sostanze indesiderate eventualmente presenti nell’acqua di rete, preservando i sali minerali utili all’organismo naturalmente presenti”. Se un filtro non riporta questa specifica, è possibile che nel processo di filtrazione vengano ridotti o bloccati anche i sali minerali. Leggere con attenzione è importante per sapere cosa si sta acquistando.

“È un’operazione di marketing, vogliono solo vendere”

È un atteggiamento diffuso quello di diffidare dei produttori pensando che il loro unico obiettivo sia quello di vendere. È importante tenere presente che tutto ciò che viene scritto e promosso per far conoscere un prodotto, deve passare il vaglio di limiti legali che tutelano il consumatore e impediscono al produttore di dichiarare il falso a scopo commerciale. Per questo motivo, quello che vediamo scritto in una scheda prodotto o in una campagna di lancio pubblicitaria o nello storytelling sui social media è solitamente affidabile: le aziende non possono rischiare di dichiarare il falso perché la legge a tutela del consumatore è molto severa e le multe in caso di informazioni errate o non corrette sono molto salate.

Un po’ di risorse per approfondire

A questo punto, se ti interessa saperne di più sulla filtrazione domestica dell’acqua, ti lasciamo alcune risorse:

E se invece vuoi fare il passaggio e acquistare il tuo sistema di filtrazione domestica, puoi vedere tutte le nostre proposte sul nostro Amazon Store e sul nostro shop online.

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