Metalli pesanti nell’acqua: cosa sono? Fanno male?

L’acqua che arriva nelle nostre case attraverso la rete idrica italiana è sottoposta a continui controlli. Attraverso le analisi periodiche si cerca soprattutto di misurare le quantità di sostanze inquinanti, fra cui i metalli pesanti, eventualmente presenti per prevenire e contrastare i potenziali pericoli per la salute dell’uomo. A volte però la contaminazione da metalli pesanti può essere causata dalle tubature e impianti idrici domestici di vecchia generazione.

I parametri registrati dalle società di distribuzione dell’acqua, in occasione delle analisi periodiche, devono essere conformi alla Direttiva Europea 98/83/CE che tutela la salute pubblica da eventuali effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque, garantendone la salubrità e la qualità. I vari stati membri dell’UE nel momento in cui recepiscono la direttiva possono introdurre ulteriori parametri e obblighi più stringenti rispetto ad essa. In Italia la direttiva europea prima citata è stata recepita dal D.lgs. 31/2001.

Cosa sono i metalli pesanti?

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Gli elementi che vengono classificati come metalli pesanti sono ad esempio nichel, alluminio, cadmio, cobalto, cromo, argento, ferro, bario, mercurio, piombo, titanio, rame, vanadio e zinco. Altre sostanze, che vengono ricercate e trattate alla pari dei metalli pesanti perché hanno proprietà simili, sono arsenico, bismuto e selenio.

I metalli pesanti sono elementi naturali che si sono formati nei millenni, fanno parte della crosta terrestre e sono stati rilasciati nell’ambiente da fenomeni naturali come eruzioni vulcaniche o maree. L’uomo, però, non è esente da responsabilità: soprattutto nel corso degli ultimi decenni, le attività umane come disboscamenti su larga scala, processi di estrazione, uso di sostanze inquinanti, hanno cambiato profondamente i volumi di emissione di determinati metalli pesanti. Alcuni ecosistemi, soprattutto acquatici, sono stati pericolosamente alterati e sono mutati nel giro di pochissimi anni.

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Quando sono pericolosi i metalli pesanti?

Non esiste una risposta uguale per tutte le sostanze precedentemente citate. Alcuni metalli pesanti, presenti in tracce, (per esempio rame, selenio, zinco) sono essenziali per mantenere il metabolismo del corpo umano. Tuttavia, a concentrazioni più alte possono portare ad avvelenamento.

Essi infatti divengono potenzialmente pericolosi quando la loro presenza supera i limiti imposti dalla legge. Tali derivano da continui monitoraggi e ricerche e studi clinici. Gli effetti sul corpo umano possono essere immediati e visibili, ma possono anche generare danni in un arco temporale molto più ampio. Per ogni sostanza è stata stabilita la concentrazione massima ammessa nell’acqua da bere (o negli alimenti).

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Alcuni metalli pesanti possono essere pericolosi quando sono presenti anche in piccolissime quantità, come ad esempio cadmio e mercurio. La loro presenza interferisce con le funzioni base dell’organismo, generando problemi anche gravi. Il cadmio, ad esempio, interferisce con l’attività dei reni e può causare anche la demineralizzazione ossea. Per il cadmio, l’EFSA ha decretato che il livello di esposizione tollerabile su base settimanale è pari a 2,5 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo.

Altri metalli pesanti, invece, sono in realtà già presenti anche all’interno del nostro corpo, talvolta anche in piccolissime percentuali. I controlli che vengono effettuati lungo gli acquedotti mirano a mantenere i valori all’interno dei parametri di sicurezza stabiliti dalla legge.

Metalli pesanti: quali sono le concentrazioni massime ammesse?

Il corpo umano tende ad “eliminare” le quantità di metalli pesanti in eccesso attraverso urine e feci oltre che traspirazione, salivazione o allattamento. Quando questo non avviene, come abbiamo visto, le ossa, ma anche i reni, il fegato e il sistema nervoso centrale sono le parti del corpo che solitamente sono più sensibili ad un accumulo eccessivo di metalli pesanti.

Il Ministero della Salute ha stabilito con il D.lgs. 31/2001 e s.m.i. ha stabilito le concentrazioni massime ammesse di inquinanti all’interno dell’acqua potabile. Di seguito vengono riportati i valori limite per i metalli pesanti.

Parametro Valore di Parametro Unità di misura
Antimonio 5,0 µg/l
Arsenico 10 µg/l
Cadmio 5,0 µg/l
Cromo 25 µg/l
Rame 1,0 µg/l
Cianuro 50 µg/l
Piombo 10 µg/l
Mercurio 1,0 µg/l
Nichel 20 µg/l
Vanadio 140 µg/l

Si possono bere i metalli pesanti?

Nonostante l’acqua della rete di casa venga sottoposta a numerosi controlli e alcuni metalli pesanti possano essere introdotti nel nostro corpo in dosi molto piccole, è bene ricordare quel che abbiamo detto: i metalli pesanti, se non correttamente espulsi, tendono ad accumularsi nei tessuti e a interferire con il funzionamento del nostro organismo.

Per avere una maggior sicurezza si può ridurre ulteriormente la presenza di metalli pesanti eventualmente presenti nell’acqua del rubinetto grazie ad un sistema per la filtrazione domestica. Esistono diversi modelli e soluzioni in commercio, con costi di manutenzione anche molto differenti. Basta un semplice filtro per bere acqua dal gusto buono e libera dai metalli pesanti.

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