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Stop alla plastica monouso: la direttiva UE per proteggere l’ambiente

Secondo la Commissione europea, più dell'80% dei rifiuti marini è plastica. A causa del suo lentissimo processo di decomposizione, questa si accumula nelle acque e nelle spiagge di tutto il mondo. I frammenti di plastica vengono ingeriti dagli animali che vivono nel mare e che poi possono finire sulle tavole, contaminando così tutta la catena alimentare.

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Il NO della UE alla plastica monouso

Nel marzo del 2019, il Parlamento Europeo ha approvato una legge finalizzata ad abolire la plastica monouso, principale responsabile dell’inquinamento da plastica.

Il tema è così urgente e prioritario che la direttiva è stata approvata da una netta maggioranza: 560 voti favorevoli, 35 contrari e 28 astensioni.

Cosa prevede la direttiva contro la plastica monouso?

Il provvedimento impone agli stati europei di impedire l'uso di molti prodotti realizzati in plastica usa e getta.

Questo passaggio avverrà in maniera graduale: ogni stato è tenuto è ridurre del 25% entro il 2025 il consumo di una lunga serie di prodotti in plastica a singolo utilizzo. Entro il 2021 per esempio non vedremo più piatti, posate, cannucce, bastoncini di cotone, contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso, e molti altri prodotti realizzati in questo materiale.

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E cosa succederà con le bottiglie di plastica?

Le bottiglie di plastica monouso si annoverano tra i principali responsabili dell’inquinamento delle acque, per questo motivo la regolamentazione della loro produzione e del loro smaltimento è stata una delle priorità del Parlamento Europeo.

ENTRO IL 2025
Le bottiglie dovranno contenere almeno il 25% di contenuto riciclato.

ENTRO IL 2029
Gli Stati membri avranno l’obbligo di raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica.

ENTRO IL 2030
Le bottiglie dovranno contenere almeno il 30% di contenuto riciclato.

Questa direttiva impone agli Stati membri della Ue di elaborare inoltre dei piani per incoraggiare l’utilizzo di prodotti in plastica riutilizzabile come bottiglie e caraffe realizzate in materiale plastico durevole.

 

Il ruolo di tabacco e strumenti per la pesca

Un filtro di sigaretta (contenente plastica) può inquinare tra i 500 e i 1000 litri d’acqua e che può tardare fino a dodici anni per decomporsi in strada. Gli attrezzi da pesca rappresentano il 27% dei rifiuti che si trovano sulle spiagge europee

Questo genere di rifiuti hanno ricevuto un’attenzione speciale in questa direttiva.

sigaretta-inquinamento

La quantità di rifiuti da tabacco dovrà essere ridotta del 50% entro il 2025 e dell'80% entro il 2030. 
Il 50% degli attrezzi da pesca contenenti plastica dovranno essere raccolti ogni anno, con un obiettivo di riciclaggio almeno del 15% entro il 2025.

 

Consumatori consapevoli

Questo nuovo piano impone che il consumatore sia debitamente informato riguardo all'impatto ambientale dei prodotti in plastica monouso che acquista, pertanto verranno apposte delle informative sui prodotti tramite etichetta che evidenzieranno questi aspetti

Il primo passo verso un consumo più consapevole consiste nel scegliere sempre prodotti in plastica riutilizzabile o altri materiali durevoli, e non optare per prodotti realizzati in plastica monouso.

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